Report incontro del 20 febbraio 2014: organizzazione Assemblea

marzo 1, 2014
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Si è convenuto di organizzare l’Assemblea, più volte annunciata, sulla
proposta comunale di nuovo PGTU , ma non solo. Nel senso che il Pgtu
proposto è ancora troppo lontano da quel che ci aspettiamo possa essere
utile, per i molti motivi messi in luce negli incontri che ci sono
stati presso l’Agenzia per la mobilità (dalla mancanza di una base di
indicatori della situazione esistente e dell’efficacia delle azioni
proposte, alla indeterminatezza degli obiettivi, alla riduzione degli
interventi a quelli (im)possibili senza modifiche strutturali e impegno
di nuove progettazioni e di specifici finanziamenti; soprattutto perché
si resta in ambito comunale e non di area vasta e metropolitana, senza
proposte sullo stato disastroso delle aziende del TPL). Naturalmente la
gentilezza dei nostri interlocutori ha permesso alcune correzioni e
anche l’attenzione ad alcune proposte, pur senza che ciò abbia potuto
modificare né i limiti del processo partecipativo, individuato piuttosto
come una“procedura partecipativa”(?), né le caratteristiche della
programmazione prevista, per renderla un’efficace processo di decisione
partecipata.
In questo contesto due sono apparsi come aspetti da risolvere: a) la
circostanza che un’insieme di decisioni comunali restano in vigore, per così dire, con la conseguenza che la programmazione “ufficiale”è
obbligata a tenerne conto (ad esempio, ciò vale per la metro C di cui
resta in vigore il percorso inizialmente previsto mentre sappiamo che è
in discussione se possa arrivare fino a Piazza Venezia e comunque ,
oltre tale piazza non vi sono finanziamenti e neppure previsioni
credibili per un arco lungo di anni; egualmente per la metro D che non
risulta cancellata; o per i corridoi della mobilità; per non parlare
della circostanza che non vi è cenno ai programmi delle ferrovie
regionali o dello stato di deficit dell’Atac …), b) l’individuazione di
responsabilità sia nel processo definitorio degli obiettivi e delle
azioni che in quello attuativo.

Per l’Assemblea ci si sta informando per sapere quale sia la prima data
utile per utilizzare la Sala del Carroccio; ritenendo che i cittadini
debbano poter parlare in Campidoglio come sede propria (il “senatus
populusque romanus” inciso sullo stemma del Comune; ovviamente con
certe prescrizioni) e non solo del Sindaco e del Consiglio comunale.

Per il titolo dell’Assemblea tutti sono invitati a formulare la
propria proposta.

Nel merito, l’Assemblea dovrebbe seguire il canovaccio di quella che
tenemmo il 9 dicembre scorso sulla metro C. Ossia una parte generale di
analisi del Pgtu, in cui riproporre, ampliandoli, i temi di cui alla
lettera al Sindaco del 28 gennaio scorso. In questa parte generale vanno
messe a punto anche due proposte. A) un nostro “modello” di processo
partecipativo e B) una analisi del debito del Comune
Sul punto A) perché sull’area vasta stanno proponendo strategie sia le
ferrovie dello stato con il piano industriale che vi è già stato
inviato, sia la Confindustria romana e laziale, sia pende irrisolta la
proposta di legge che sopprime le provincie e istituisce le aree
metropolitane. Abbiamo proposto che sul tema della mobilità ci si misuri
con una programmazione di area vasta (la ragnatela su ferro), anche come
esperienza ai fini istituzionali e partecipativi: argomento che deve
essere ripreso e approfondito.
Il punto B) torna d’attualità anche per la recente vicenda della legge
“Salva Roma”. Il debito accumulatosi storicamente fino al 2008 è stato
assegnato alla gestione di un commissario; quello successivo viene
tamponato con questa nuova legge. A parte ogni altra considerazione,
scompaiono le responsabilità pregresse e attuali , in particolare delle
Amministrazioni Rutelli Veltroni e Alemanno, e i debiti sono posti a
carico dei contribuenti senza che vi siano modifiche alla gestione del
denaro pubblico. Anzi, continua lo spreco sia mediante parentopoli che
in infrastrutture e appalti mangiasoldi. Abbiamo legato l’analisi del
PGTU alla apertura di un dibattito pubblico sul debito sia del Comune
che delle Aziende ad evitare la facile scorciatoia che il pubblico è
inefficiente e spendaccione e che l’unica alternativa resta la
privatizzazione.
Nel frattempo con l’USB si sta costruendo un’intesa per chiedere alla
Regione che l’assegnazione dei fondi europei sia svolta in modo pubblico
e partecipato affinché servano a finanziare progetti utili e condivisi.
A tal proposito è in preparazione la giornata di mobilitazione del 28
marzo prossimo.

La seconda parte dell’assemblea in programma dovrà invece concentrarsi
su alcune proposte che diano il senso della direzione cui tendiamo. Esse
sono sostanzialmente quelle elencate nell’ultima parte della nota
allegata alla lettera al Sindaco del 28 gennaio scorso. Si concentrano
sulla richiesta urgente della chiusura di programmi non più proponibili,
come sostenemmo il 9 dicembre per la metro C (ma ci sono anche la
Pontina, Fiumicino, la metro D) e sulla necessita di una programmazione
articolata e sistemica di progressiva “uscita” dalla città dell’auto per
la costruzione di una mobilità delle persone e delle merci diversa ….
Vittorio Sartogo

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