Università, torna il bonus maturità: in 2.811 ammessi alle facoltà a numero chiuso

dicembre 18, 2013
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Il Miur ha pubblicato le graduatorie per l’accesso ai corsi che ammettono candidati in sovrannumero. Da medicina ad architettura, ci si potrà immatricolare anche nell’anno accademico in corso

Il pasticcio del bonus-maturità apre la strada a più di 2mila e 300 esclusi al test di Medicina di settembre. Un numero considerevole se si pensa che i posti messi a disposizione a luglio per iscriversi a Medicina e chirurgia, quest’anno, erano poco più di 10mila: 10.173 per la precisione. Lo ha comunicato il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che questa mattina ha pubblicato le graduatorie “parallele” del test di ammissione: quelle che al punteggio del quizzone aggiungono il bonus modificato dalla ministra Maria Chiara Carrozza. Coloro che sommando i due punteggi, in base alla graduatoria pubblicata lo scorso 30 settembre, sarebbero rientrati entro i posti messi a concorso potranno immatricolarsi entro il prossimo 31 gennaio.

Ma c’è già chi pensa di chiedere l’ammissione attraverso le sentenze dei giudici amministrativi. La telenovela del bonus-maturità potrebbe quindi non essersi chiusa con l’atto riparatore di oggi. La storia inizia lo scorso mese di aprile, quando l’allora ministro Francesco Profumo stabilisce un bonus – variabile da uno a dieci punti in base al voto di maturità e alla distribuzione statistica dei voti dell’istituto in cui il candidato si è diplomato – per coloro che si imbarcheranno nella lotteria dei test di ammissione alle facoltà a numero programmato nazionale: Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura e per le cosiddette Professioni sanitarie.

Ma quando vengono pubblicati i criteri di assegnazione del bonus si scopre che due studenti della stessa città con lo stesso voto di maturità possono ottenere due bonus completamente diversi: nessuno il primo e addirittura 10 punti il secondo. Una circostanza che sommerge di polemiche l’inquilino di viale Trastevere che però mantiene fede alla sua decisione. Quando subentra il governo Letta il nuovo ministro Carrozza pensa di modificare il meccanismo di attribuzione del bonus, ma le disparità restano quasi intatte e il 9 settembre, proprio mentre gli aspiranti camici bianchi si scervellavano per dare soluzione alle 60 domande a risposta multipla del quizzone di medicina, il Consiglio dei ministri, nel dare luce al decreto-scuola, cassa la norma sul bonus.

E apriti cielo nuovamente. Questa volta, a protestare sono coloro che confidavano nel bonus: si sentono defraudati e traditi da uno stato che cambia le regole del gioco a partita in corso. Così, nella conversione in legge del decreto si pensa di mettere una pezza ad una norma che sembra fare acqua da tutte le parti e si consente a tutti quelli che col bonus sarebbero riusciti ad entrare a medicina di immatricolarsi in sovrannumero. Ma viene posto un limite: l’ultimo punteggio utile della graduatoria pubblicata lo scorso 30 settembre. In questo modo il muro del numero chiuso viene sfondato da 2.365 nuovi iscritti a medicina e addirittura 302 ad Odontoiatria: ben il 31 per cento in più dei 984 previsti dal ministero. A questi si aggiungono 39 ripescati per Veterinaria e 105 per Architettura. Mentre per Professioni sanitarie la graduatorie aggiuntive saranno pubblicate dai singoli atenei.

Ma sembra che, anche con questo atto riparatore, le disparità permangano, seppure in misura minore. Perché prevedendo l’accesso col bonus nella graduatoria del 30 settembre occorre superare il punteggio di 43,40 punti. Ma nel frattempo, nella graduatoria senza bonus ci sono stati tanti scorrimenti e, riferisce Gianluca Scuccimarra dell’Unione degli universitari, l’ultimo che è riuscito a staccare il biglietto lo ha fatto con poco più di 38 punti. Una circostanza che configura una singolare situazione: per essere ammessi col bonus-maturità – che nella mente del legislatore doveva premiare i meritevoli – occorre avere fatto 5 punti in più di coloro che sono riusciti ad entrare senza bonus. Un buco normativo che sicuramente sfrutteranno tanti altri esclusi che sognano una carriera da medico.

di SALVO INTRAVAIA

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