Comune Spa Il buco nero delle controllate in un anno costano 1,4 miliardi

novembre 23, 2013
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QUANTO costano le società controllate al Comune di Roma? La risposta è nei numeri e nella relazione compilata dal Campidoglio, che dà conto dell’ onere complessivo gravante sul bilancio 2013 dell’ amministrazione. E la somma degli importi è da capogiro: 1,4 miliardi. In sostanza il Gruppo Roma Capitale, costituito da oltre 15 società controllate e da 5 enti pubblici vigilati, pesa in modo esorbitante sulle finanze del Campidoglio. In alcuni casi si tratta dei contratti di servizio, il canone che il Comune ogni anno versa alle sue aziende per assicurare la fornitura del servizio ai cittadini; ma per molte di queste aziende l’ iniezione di denaro pubblico viene utilizzata per ripianare buchi di bilancio derivanti da gestioni più o meno allegre e da risultati economici non proprio brillanti. Nella lunga lista del “dare” l’ unica nota positiva arriva da Acea, la multiutility dell’ acqua e dell’ energia quotata in borsa e controllata dal Campidoglio al 51% che, sulla base della situazione contabile al 30 settembre 2013, ha deciso di distribuire un acconto sul dividendo 2013 nella misura di 0,25 euro per azione. Un anticipo che per il Campidoglio equivale a portare all’ incasso un assegno da 27 milioni. Le buone notizie, però, finiscono qui. Pescando nel mazzo degli enti pubblici vigilati, il Comune è chiamato a versare, sotto la voce contratto di servizio, 11 milioni all’ Azienda speciale Palaexpò, 3 all’ Agenzia capitolina per le tossicodipendenze e 21 per il sistema di biblioteche comunali. Il Teatro dell’ Opera fa partita a sé e, dopo le gestioni non proprio ortodosse dell’ era Alemanno, è arrivato nel 2012 a costare al Campidoglio 19,9 milioni di euro. Partita ben più onerosa è quella delle controllate, un lungo elenco di aziende “assetate” di denari comunali. A partire dall’ Ama, il cui contratto di servizio per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti prevede l’ approvazione di un piano finanziario che nel 2012 è costato all’ amministrazione 719 milioni, cifra che rischia di essere replicata anche quest’ anno. L’ Atac, coinvolta nello scandalo dei biglietti clonati, graverà invece quest’ anno sulle casse del Comune per 461 milioni. Curioso poi è il fatto che anche aziende dalle dimensioni ridotte e dal ruolo contenuto costino comunque all’ amministrazione decine di milioni e non riescano a sopravvivere finanziariamente con le loro forze. È il caso di Aequa Roma, la società che avrebbe dovuto sostituire Equitalia nell’ accertamento dei tributi e nella riscossione delle imposte, e che graverà nel 2013 sul bilancio per circa 22 milioni. Anche alle Assicurazioni di Roma il Campidoglio dovrà versare, in termini di coperture assicurative, una cifra pari a 24 milioni, mentre quasi 50 milioni è il peso economico per il sindaco Ignazio Marino di Risorse per Roma. Tutti soldi legati al pagamento del contratto di servizio. Anche Roma Servizi per la Mobilità, nata per dare una visione strategica al servizio di trasporto pubblico, costerà per l’ anno in corso ben 33 milioni, mentre – secondo il report ufficiale del Campidoglio – il suo presidente e il suo amministratore delegato ricevono rispettivamente emolumenti pari a 269mila e a 338mila euro. Non male per le tasche dei manager. Decisamente peggio per quelle del Comune.

DANIELE AUTIERI

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