A Roma l’ennesimo evento culturale “sospeso per degrado”. Una città fuori controllo dove non è più possibile allestire una mostra senza subire assurdi e impuniti vandalismi

ottobre 23, 2013
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Una notizia gravissima per il sistema culturale romano, ma soprattutto italiano. Dal sito della Fondazione Romaeuropa è stata pubblicata in tardo pomeriggio la decisione di sospendere la mostra Digital Life.
Difendiamo gli artisti. Sospendiamo Digital Life”. È il monito che appare in grande in home page. E all’inizio si potrebbe pensare a un intervento artistico (vi avevamo fatto vedere le immagini dell’opening della mostra da poco inaugurata a Roma al Macro Testaccio). Ma soffermandosi sui dettagli si scopre che invece le cose stanno letteralmente così: Digital Life 2013, la mostra di arti visive e tecnologiche che accompagna ogni anno la stagione del RomaEuropa (uno dei più straordinari cartelloni di teatro di qualità in Italia) chiude i battenti, e siamo lontani dal 1 dicembre previsto dal calendario (nella sede del Maxxi la chiusura è invece fissata al 10 novembre). Ma sono le motivazioni ad avere dell’incredibile: “Dopo i precedenti dei giorni scorsi, un’altra delle opere esposte è stata danneggiata, cosa inaudita in qualsiasi altro museo del mondo”. A Roma pare che il degrado e l’incuria abbiano raggiunto e invaso anche il mondo dell’arte contemporanea e delle sue istituzioni. Non risale a molte settimane fa la notizia di Edicola Notte, una importante galleria di Trastevere, di chiudere i battenti per l’impossibilità di fronteggiare continuamente ai graffiti che ne imbrattano l’unica vetrina.
Tornando a RomaEuropa e motivazioni dietro tale scelta sembrerebbero di carattere burocratico: RomaEuropa, ideatrice e produttrice della mostra “è ancora senza convenzione con la società Zètema che gestisce tutti i servizi (anche la sicurezza) del museo, e che percepisce tutti gli incassi della mostra mentre Romaeuropa si fa carico di tutte le spese” si legge nella nota. Dunque oltre il danno (delle opere), anche la beffa di dover sopperire alla manutenzione senza poter ottenere i vantaggi.
La mostra verrà quindi sospesa fino a quando “non saranno migliorate le misure di sicurezza per le opere esposte, non saranno accolte le richieste sulla copertura di parte delle spese e firmata una regolare convenzione condivisa e concordata tra le parti”. A buon intenditore poche parole.
Che sia stata Zètema a sorvegliare male o che siano stati i visitatori a manifestare il loro elevato tasso di vandalismo, sta di fatto che a Roma sciatteria, cattiva organizzazione e mancanza di sanzioni stanno finendo per farci andare di mezzo pure gli eventi culturali. Ovviamente tutto nel silenzio dell’assessore Flavia Barca (per la serie “se ci sei batti un colpo”) e nell’assenza di un direttore del Macro che possa affrontare la questione, fronteggiare i fornitori, gestire le controversie in maniera professionale ed efficace.

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