Per i biker solo pochi metri tra rifiuti, buche e sosta selvaggia

maggio 22, 2013
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Una miseria: 115 chilometri di ciclabili contro 5.000 Km di strade principali. Gli altri 100 sono dentro i parchi e per chi usa la bicicletta per spostarsi in città contano poco. Ma non è soltanto la quantità ridicola di percorsi sicuri a disposizione dei biker romani. Il problema è che anche quel poco che c’ è, realizzato dalle amministrazioni precedenti alla giunta Alemanno, è vittima dell’ incuria, dell’ abbandono, dell’ assenza assoluta di controlli. Poco male per i vigili se le auto e i motorini parcheggiano sulla ciclabile di lungotevere degli Inventori, su quella di via Panama, su viale di Caracalla davanti alla Fao: con le bici si può, gli automobilisti e i motociclisti sanno che rimarranno impuniti. Quel che resta della ciclabile su lungotevere di Pietra Papa, parte del più lungo percorso Magliana-Marconi, è una specie di discarica. Manifesti elettorali sparsi ovunque, escrementi, rifiuti, bottiglie, lattine, erba alta, pali pericolosamente storti, cancellata divelta che sporge all’ improvviso sulla pista, voragini, panchine rotte. Ci sono anche tre roulotte dei rom che buttano in strada i loro rifiuti. Un bambino fa i suoi bisogni tra un’ auto e l’ altra. E c’ è ancora il blocco del cantiere del ponte della Scienza, che ha interrotto il percorso in banchina dal 2008. Lavori infiniti, per un ponte addirittura inaugurato, eppure non ancora aperto alla città, con il cantiere e gli operai in attività. Il percorso alternativo, che passa accanto alla Città del gusto su lungotevere dei Papareschi, è una trappola chesi conclude all’ improvviso al ponte di Ferro, senza scivoli al termine dei marciapiedi. E se qualcuno tenta di rientrare in banchina all’ altezza di ponte Testaccio, lo aspetta lo spettacolo desolante da anni sempre uguale a se stesso, con sampietrini divelti, buche, fondo sconnesso, bottiglie rotte. Un accesso clandestino, senza indicazioni. Mentre la banchina dove prima correva la ciclabile, adesso chiusa per i lavori del ponte, si è trasformata in una cloaca. L’ erba alta e i rifiuti si sono riappropriati di questo pezzo di città tanto faticosamente strappata al degrado e un tempo restituita ai romani. «È una pista pericolosissima – si lamenta Valerio Grilli, che pedala su lungotevere di Pietra Papa e ogni giorno copre in bici il percorso casa-lavoro – Accanto alla ciclabile di lungotevere degli Inventori ci sono tre distributori di benzina, gli automobilisti mettono il carburante e poi si immettono velocemente sulla pista, come se avessero la precedenza. Più in là, sotto il ponte della Magliana, è tornato l’ insediamento abusivo dei rom, ci sono rifiuti dappertutto. Ho fatto svariate segnalazioni ai vigili, ma la situazione è rimasta invariata». Lungo via della Magliana la pista è invasa dai rovi e dalle erbacce cresciute disordinatamente. Vegetazione selvaggia anche sulla Cristoforo Colombo, sul percorso che corre sull’ altro versante rispetto al ministero dell’ Ambiente. Sempre su via della Magliana il fondale rosso è scomparso un po’ ovunque e la ciclabile bisogna immaginarla. Così come altrove, in via Panama, in via Rossini, su viale Angelico.

C. Gentile

La Repubblica

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