Azione sulla vicenda del piano di zona B4 “Castelverde”

aprile 19, 2016
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Roma 14 aprile 2016

Al Prefetto di Roma
On. Dott. Franco Gabrielli

Al Commissario Straordinario di Roma Capitale
Prefetto On. dott. Francesco Paolo Tronca

Al Questore di Roma
On. Dott. Niccolò Marcello D’Angelo

L’associazione CILD Onlus (Centro d’Iniziativa per la Legalità Democratica, in persona del presidente e legale rappresentante dott. Saverio Galeota
Premesso che
– Il “CILD”, così come stabilito e sancito all’art. 2 del proprio STATUTO, è un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale, nonché un Centro di studio, di ricerca, di controllo, di iniziativa e di intervento nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, dei concessionari e dei gruppi imprenditoriali pubblici, privati e compartecipati;
– il CILD ha inoltre tra i suoi scopi specifici quello di promuovere la collaborazione con la Pubblica Amministrazione anche mediante la promozione di azioni popolari ex art. 9 del dlgs 18.08.2000 n. 267, volte a tutelare i diritti della Pubblica Amministrazione stessa e dei cittadini che questa ha l’obbligo di tutelare;
– nell’ambito di tale specifica iniziativa il CILD ha promosso l’azione presentata dai propri associati in merito alla vicenda del piano di zona B4 “Castelverde” il cui il cui diritto di superficie è stato concesso da Codesto Comune alla società CEE Costruzioni Edilizie Europee s.r.l. in data 14.12.2005 e che è al momento gravato da una azione esecutiva promossa dall’ex avvocato della medesima società e nella quale è intervenuta la Banca mutuataria;
– la vicenda, a Voi sicuramente già nota essendo anche oggetto di un’indagine della Procura della Repubblica di Roma ed avendone parlato anche i giornali e la televisione, riguarda circa 30 famiglie prenotatarie degli appartamenti edificati dalla CEE e che nel corso degli anni dal 2004 a tutt’oggi, hanno quasi interamente pagato il corrispettivo pattuito. Famiglie che al momento a causa di un provvedimento assunto in data 10.07.2014 dal Giudice dell’esecuzione dott.ssa Sansa della IV sezione immobiliare del Tribunale di Roma, rischiano di essere sgomberate dalla abitazione dove vivono e, lo ripetiamo, hanno quasi completamente pagato (in alcuni casi versando anche più di quanto originariamente pattuito);
– la dott.ssa Sansa, ha infatti disposto lo sgombero di tutti i residenti nell’immobile ed il prossimo accesso è fissato per il 20 aprile 2016, per il quale, a quanto riferitoci la custode avrebbe ricevuto garanzie per la concessione della forza pubblica;
– l’opposizione da noi proposta è stata, dalla medesima dott.ssa Sansa, rigettata ed abbiamo pertanto provveduto a presentare il reclamo al Collegio che si allega al fine di vedere preservato l’interesse pubblico che con le iniziative ex lege 167/1962 la Pubblica Amministrazione intende ed ha l’obbligo di realizzare;
– l’udienza per la discussione del reclamo è fissata per il 18 maggio 2016 come da ordinanza che si allega;
– nelle more la Corte d’Appello di Roma ha altresì accolto il reclamo presentato da alcuni creditori avverso il provvedimento di rigetto dell’istanza di fallimento della CEE s.r.l. e pertanto entro 90 giorni verrà dichiarato il fallimento della detta società con la conseguente estinzione del procedimento esecutivo n. 1067/2009 ed il passaggio di ogni competenza al riguardo al Tribunale fallimentare ed al curatore che verrà appositamente nominato;
– alla luce di ciò, l’esecuzione dello sgombero delle famiglie, che già rappresentava al momento una inutile vessazione (chiunque ha un minimo di pratica dei procedimenti esecutivi sa bene che i compendi, peraltro privi della certificazione di abitabilità, non sarebbero stati venduti prima di molti anni e l’eventuale sgombero poteva essere effettuato anche solo al momento della vendita), rappresenta oggi un ulteriore ed ancora più grave danno oltre che alla collettività anche ai medesimi creditori. Stante infatti la certezza della estinzione della procedura per la prossima dichiarazione di fallimento, come anche la probabilità che all’udienza del 18 maggio 2016 il Collegio possa esprimere una posizione distinta da quella della dott.ssa Sansa, qualora lo sgombero fosse già stato effettuato il fallimento si troverebbe nelle condizioni di dover disporre un apposito servizio di guardiania onde evitare occupazioni illegittime o atti vandalici, senza considerare i costo per la collettività dovendosi necessariamente fare immediatamente carico delle 30 famiglie che saranno poste in mezzo alla strada e ciò in conseguenza di provvedimenti la cui validità potrebbe essere già esclusa il 18 maggio p.v. e che comunque cesserà al momento della dichiarazione di fallimento. Provvedimenti peraltro che non hanno alcun ragionevole motivo di apprezzamento visto che potrebbero essere validamente assunti al momento in cui la liberazione degli appartamenti divenisse necessaria per una intervenuta vendita;
Tanto premesso l’associazione CILD Onlus in persona del Presidente e legale rappresentante dott. Saverio Galeota, rivolge espressa
ISTANZA
Al Prefetto di Roma On. Franco Gabrielli;
Al Commissario Straordinario di Roma Capitale On. Francesco Paolo Tronca
Al Questore di Roma On. Niccolò Marcello D’Angelo
di voler sospendere e/o rinviare l’esecuzione dello sgombero previsto per il 20 aprile p.v. degli abitanti del complesso immobiliare facente parte del Piano di Zona B/4 Castelverde, Comparto G/p realizzato dalla società CEE s.r.l. (Costruzioni Edilizie Europee) in attesa delle determinazioni che saranno assunte dal Tribunale fallimentare e/o quanto meno sino all’udienza del 18 maggio 2016 o comunque non concedere, per motivi di ordine pubblico, la forza pubblica per l’esecuzione dello sgombero.

Nel caso di mancato accoglimento della sopra esposta istanza si
CHIEDE
Voler comunicare con urgenza quali sono i provvedimenti assunti o che verranno assunti per la tutela ed assistenza delle famiglie sgomberande.
Con Ossequi

Per il Cild Onlus
il presidente
dott. Saverio Galeota

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